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22 Febbraio 2009
Premier contro Serie A atto II
di Davide Di Giacomo

Martedi 24 riprende la Champions League con tre incontri ‘Italia-Inghilterra’ in una riedizione dello scorso anno quando le squadre della Premier eliminarono dalla competizione tutte e tre le squadre italiane rimaste. Diversi sono gli accoppiamenti di quest’anno (Manchester United-Inter, Arsenal-Roma e Chelsea-Juve) ma ad essere cambiato è soprattutto lo stato di forma dei campionati. Analizzando la situazione attuale appare molto improbabile una ripetizione dell’en plein inglese, anche se tutti e tre le partite sono aperte ad ogni pronostico.

Cominciando dal Man UTD, il club campione d’Europa in carica, non pare agli stessi livelli d’eccellenza dello scorso anno per tre motivi. Il primo è l’assenza prolungata di due dei perni della squadra del 2007/08, Heargreves e Brown, due dei pochi al centro del campo e sulla fascia destra della difesa ad offrire insieme tecnica, esperienza e ottime condizione fisiche (Scholes, Giggs e Neville potrebbero pagare, in uno scontro così impegnativo come quello con l’Inter la loro età avanzata; Rafael e Anderson peccano di esperienza). Per secondo Cristiano Ronaldo non è nello stesso stato di grazia dello scorso anno, quando ogni pallone toccato diveniva gol. Ed infine, per forza di cose, lo United non ha la stessa fame di gloria europea di un anno fa, avendola già ampiamente conquistata a Mosca. D’altra parte gli avversari dell’Inter appaiono migliorati rispetto lo scorso anno quando furono battuti dal Liverpool, grazie all’arrivo del viscido Mourinho, un allenatore capace di non perdere MAI in casa.

Per il chelsea l’indebolimento è ben più grave. D’altronde ogni giorno che passa dall’ultimo allenamento svolto con Mourinho non fa che peggiorare i blues. E l’arrivo ( e il veloce esonero) di Scolari ha aggravato la situazione, avendo spaccato lo spogliatoio ed impedito la creazione di una solida ed efficace costruzione tattica della squadra. Se non altro il neo manager Hiddink ha saputo ricompattare lo spogliatoio e dare più tranquillità ai giocatori. Il problema del chelsea è che l’avversario sarà una Juventus ultra-motivata a far bene in un torneo da dove manca da due anni, dopo esserne stata tra le protagoniste (o quasi) per un decennio. Ed è la Juve la novità degli incontri di quest’anno tra Premier e Serie A, avendo preso il posto di un Milan ormai alla frutta nel momento in cui venne eliminato dall’Arsenal. Ben diverso è la situazione oggi del club di Torino: pur non essendo tornata ai livelli pre-Calciopoli, è una squadra ben rodata e compatta con alcuni grandi campioni.

Infine l’Arsenal: la crisi dei gunners è evidente e palesi sono le sue cause: già indebolita dal mercato estivo che ha registrato la cessione di Hleb e Flamini e la valorizzazione del solo Nasri tra gli acquisti, l’Arsenal sta soffrendo enormemente gli infortuni a lungo termine di Rosicky, Fabregas, Eduardo e Walcott ( e martedì mancherà Adebayor). Certo non si poteva sperare che dei ragazzini senza esperienza guidati da un (ex) capitano isterico come Gallas potessero ripetere la grande stagione del 2007/08. A consolare Wenger c’è, però, il fatto che anche i giallorossi della Roma sono in difficoltà: diversi difensori mancheranno alla sfida di domani, il livello di gioco è lontano da quello espresso lo scorso anno e Totti è sempre più acciaccato.

In sintesi molto probabilmente almeno una squadra della Premier League e una della Serie A subirà l’amarezza di una eliminazione agli ottavi.
Non resta che aspettare e vedere.



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