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IL MICROSCOPIO

Prendendo spunto dalla brillante qualificazione al terzo turno della Champions 2010/11 da parte degli spurs, il quarto numero del ‘Microscopio’ analizza quel che è stata la prima e (ancora per poco) ultima partecipazione del Tottenham Hotspur alla Coppa Campioni/Champions League, quella del 1961/62.
Stranamente, come detto, una delle più gloriose squadre d’Inghilterra ha partecipato solo una volta alla massima competizione europea per club. Infatti a dispetto delle 8 FA Cup, delle 2 Coppe Uefa e di 1 Coppa Coppe, il Tottenham ha vinto solo due campionati e il primo, nel 1951, era antecedente alla nascita della Coppa Campioni datata 1955. Quindi l’accesso alla Coppa Campioni è arrivato solo 6 anni dopo con la vittoria della First Division nel 1961.

Prima di vedere nel dettaglio come gli spurs si sono comportati nella Coppa è bene fare un passo indietro di 1 anno.
E’ il 1961 e il Tottenham ha chiuso la stagione con un double (Campionato e FA Cup), prima squadra inglese ad ottenerlo dall’inizio del secolo. Gli ultimi a riuscire a vincere coppa e campionato nello stesso anno erano stati quelli del Villa nel 1896/97. E tutto ciò non era successo per caso: il Tottenham di quel periodo è fino ad oggi senza alcun dubbio la migliore squadra nella storia del club: tra i giocatori chiave troviamo leggende del calibro di Danny Blanchflower, (nordirlandese, era il capitano della squadra nonché uno dei più grandi giocatori del Tottenham. Dotato di una grande visione tattica e di un eccellente piede destro ) John White(scozzese, centrocampista e mezz’ala destra segno 40 gol su 183 presenze per gli spurs) Dave Mackay (un'altra leggenda del Tottenham: scozzese anch’egli disputò oltre 380partite con la maglia bianca), Cliff Jones (sublime ala sinistra gallese, forse la migliore del suo tempo), Jimmy Greaves( uno dei più grandi attaccanti inglesi della storia: detiene il record di gol nella massima divisione del calcio inglese per un totale di 422 gol, nonché terzo marcatore nella storia della nazionale) and Terry Medwin (l’altra ala gallese drgli spurs).
Grazie a questi campioni il Tottenham riusci a vincere il campionato superando di 4 punti lo Sheffield Wednsday(collezionando 31 vittorie 4 pareggi e 7 sconfitte . 115 gol s e 55 subiti) e battendo nella finale della coppa nazionale il Leicester City per 2 a 0.
Con queste premesse le aspettative di gloria del Tottenham per la Coppa Campioni dell’anno successivo erano ovviamente alte. Sfortunatamente l’edizione del 1961/62 fu una delle più difficili e competitive nella storia della competizione. Oltre al Tottenham infatti vi partecipavano il Real Madrid di Puskas, Gento e di Stefano che aveva vinto ben 5 delle 6 precedenti edizioni del torneo; la Juventus che aveva vinto per la terza volta in quattro anni la Serie A; e il Benfica che era campione in carica e schierava tra le sue file Eusebio, la perla nera del Portogallo.

Prima di vedere gli accoppiamenti e la formula del torneo vediamo quale era il nucleo della rosa del Tottenham:
In porta: Brown
In difesa: Baker, Henry, Blanchflower, Norman,
A centrocampo: Mackay, Jones, White, Medwin, Dyson
In attacco: Allen, Smith, Greaves,.


LA COPPA CAMPIONI 1962
Per chi non lo sapesse allora la competizione era aperta solo alle squadre europee vincitrici del proprio campionato nazionale a cui si aggiungeva la detentrice del trofeo che come detto quell’anno era il Benfica.
La formula del torneo prevedeva solo scontri diretti con doppio turno cioè con gare di andata e ritorno. In caso di parità alla fine del doppio scontro era previsto lo spareggio. La finale invece era a partita unica da disputarsi ad Amsterdam.



I SEDICESIMI
Nel primo turno il Tottenham venne accoppiato con i campioni della Polonia, il Gornik Zabrze. Attualmente il Gornik milita nella seconda divisione ma è storicamente il club più glorioso della Polonia e negli anni 60 dominava il calcio locale.

Andata
GORNIK ZABRE – TOTTENHAM = 4 – 2
Letner, Musiałek 2, Pohl, Jones, Smith

Chorzów, Stadion Śląski - 70.000 spettatori
Tottenham: Brown, Baker, Henry, Blanchflower, Norman, Mackay, Jones, White, Smith, Allen, Dyson.

La prima esperienza degli spurs nella Coppa Campioni è stata sicuramente uno shock: schiacciati dalla superiorità tecnica e dal gran ritmo prodotto dalle due ali polacche Wilczek and Lenter, il Tottenham si ritrovò sotto nella partita per ben 4 reti a 0! Ad aprire le marcature fu Letner dopo solo 8 minuti e Musialek fece il 2 a 0 al 20'. Prima dell'intervallo ancora Musialek portò a 3 reti il vantaggio polacco. Due minuti dopo l'inizio del secondo tempo Pohl segnò ancora per il Gornik e sembrò già finita l'avventura inglese nella coppa. Gli spurs però reagirono aumentando lo scontro fisico tanto che un robusto quanto brutale tackle sul terzino sinistro Kowalski lo costrinse a rimanere zoppicante per tutti gli ultimi trenta minuti di gioco. I 70.000 spettatori dello stadio si infuriarono e cominciarono a prendere di mira con fischi e urla di disapprovazione i giocatori del Tottenham. Ma con praticamente un uomo in più gli spurs poterono cominciare la rimonta: Dave Mackay pennellò un perfetto cross per Cliff Jones che di testa fece il 4 a 1 e poi ancoa Mackay servì Bobby Smith che girò la palla di testa a Dyson per il 4 a 2 finale.
"Eravano sicuri che non avremmo avuto problemi. Eravamo una buona squadra e lo sapevamo. Quello che non sapevamo era come si giocava in Europa" disse il manager Bill Nicholson. "Non sapevamo come giocare gare con un andata e un ritorno. Abbiamo dovuto impararlo alla svelta. Sul 4 a 0 eravamo fortemente a rischio di uscire dalla competizione alla nostra prima partecipazione. "Abbiamo cercato con decisione di giocare il nostro gioco offensivo. Non abbiamo dato attenzione alle fasce e ne abbiamo pagato io prezzo. Ci hanno colpiti duramente. "Questa esperienza ci ha fatto capire che le squadre continentali preparano la partita in casa in maniera molto differente. Hanno giocato una partita molto difensiva. "Dovevamo imparare come annullare i punti di forza della squadra avversaria. Il Gornik lo ha fatto alla perfezione ma grazie alla nostra abilità di giocare in contropiede ne siamo usciti fuori bene".

Ritorno
TOTTENHAM - GORNIK ZABRE 8:1
Blanchflower (rig), Dyson, Jones (3), Smith R (2), White

White Hart Lane
Spurs: Brown, Baker, Henry, Blanchflower, Norman, Mackay, Jones, White, Smith, Allen, Dyson.

Il ritorno a Londra fu una notte indimenticabile per i tifosi degli spurs: surclassati all'andata dai polacchi i giocatori del Tottenham si sono ripresi la rivincita in grande stile affossando il Gornik per 8 a 1. Dopo solo 30 secondi Les Allen colpì la traversa e al 9' Danny Blanchflower trasformò l'1 a 0 che diede inizio alla rimonta. Al 20' un gol di Cliff Jones annullò il vantaggio polacco. A questo punto l'ala gallese Jones cominciò a salire in cattedra: nello spazio di 17 minuti completa una tripletta che stende il Gornik nonostante il gol di Pol al 29' avesse ridato qualche speranza agli avversari . Ma prima dell'intervallo Bobby Smith chiudeva i discorsi col il gol del 5 a 1. Smith si ripetè nel secondo tempo al 72. Nel finale vennero anche i gol di Terry Dyson e John White a completare il risultato.
Nella foto Jones segna il 2 a 0

i risultati dei sedicesimi

Tot AND RIT
Steaua Bucharest 0–2 Austria Vienna 0–0 0–2
Nuremberg 9–1 Drumcondra 5–0 4–1
Servette 7–1 Hibernians 5–0 2–1
CDNA Sofia 5–6 Dukla Prague 4–4 1–2
Gothenburg 2–11 Feyenoord 0–3 2–8
Górnik Zabrze 5–10 Tottenham Hotspur 4–2 1–8
Standard Liège 4–1 Fredrikstad 2–1 2–0
Vorwärts Berlin 3–0 Linfield 3–0 (w/o)
Monaco 4–6 Rangers 2–3 2–3
Sporting CP 1–3 FK Partizan 1–1 0–2
Panathinaikos 2–3 Juventus 1–1 1–2
Spora Luxembourg 2–15 Boldklubben 1913 0–6 2–9
Vasas 1–5 Real Madrid 0–2 1–3


GLI OTTAVI
Negli ottavi di finale il Tottenham venne sorteggiato coi campioni d'Olanda del Feyenoord. Era quello un Feyenoord dei migliori della sua storia. Si sarebbe confermato quell'anno campione in patria e avrebbe raggiunto la semifinale della Coppa Campioni nel 62/63 uscendo col Benfica.

Andata
FEYENOORD – TOTTENHAM = 1 – 3
Saul 48' e 73', Dyson 42, Reinier 60

Stavolta la gara esterna per gli spurs non fu un problema: andati in vantaggio con Dyson al 42' riuscirono anche a raddoppiare con Saul. Dopo che gli olandesi accorciarono le distanze ci pensò ancora Saul a garantire un facile ritorno per il Tottenham.


Ritorno
TOTTENHAM - FEYENOORD = 1 – 1
Rinus 9', Dyson 15'

Il ritorno fu cosi poco più che una formalità nonostante lo spavento iniziale che l'attaccante Rinus diede ai tifosi inglesi: ma dopo solo 6 minuti il solito Dyson rimetteva il ritono in parità e la sfida in ghiaccio.

i risultati degli ottavi

Tot AND RIT
Fenerbahçe 1–3 Nuremberg 1–2 0–1
Austria Vienna 2–6 Benfica 1–1 1–5
Servette 4–5 Dukla Prague 4–3 0–2
Feyenoord 2–4 Tottenham Hotspur 1–3 1–1
Boldklubben 1913 0–12 Real Madrid 0–3 0–9
FK Partizan 1–7 Juventus 1–2 0–5
Standard Liège 7–1 Haka 5–1 2–0
Vorwärts Berlin 2–6 Rangers 1–2 1–4


I QUARTI
Ai quarti di finale il Tottenham incontrò il Dukla Praga, formazione che dominava l'allora calcio cecoslovacco. I campioni cechi avevano cominciato a dominare il calcio nazionale finendo poi per vincere ben 5 titoli dal 60/61 al 65/66 e ottenendo anche una storica semifinale nella Coppa Campioni nel 1967. Difatti tra le sue file giocavano molti calciatori della nazionale cecoslovacca che avrebbe raggiunto la fase finale dei Mondiali che si sarebbero giocati quell'estate.

Andata
DUKLA PRAGA – TOTTENHAM = 1 – 0
-

Con queste promesse non fu una sorpresa vedere il Tottenham socombere a Praga. Ma il risultato di 1 a 0 lasciava completamente aperta la qualificazione ad entrambe le squadre.


Ritorno
TOTTENHAM - DUKLA PRAGA = 4 – 1
Smith R (2), Mackay (2)

Sotto di un gol, al ritorno gli Spurs scesero al White Hart Lane determinati a proseguire la loro avventura europea. Nonostante il campo fosse coperto di neve gli inglesi riuscirono a sopraffare muscolarmente gli avversari cechi. Già nei primi quindici minuti il Tottenham riuscì a ribaltare lo svantaggio con Smith e Mackay ma all'inizio del secondo tempo un errore della difesa permise al Dukla di segnare e pareggiare cosi la qualificazione. Ancora una volta salirono sugli scudi Smith e Mackay che segnarono un gol ciascuno nel giro di un solo minuto permettendo cosi il passaggio alle semifinali alla squadra.
Dopo il match il capitano Danny Blanchflower commentò: ‘I cechi sono brave persone ma giocano un calcio troppo morbido, non abbastanza pratico. Non sono riusciti a a trovare il giusto assetto in campo e non sembravano neanche troppo attenti a difendere'

i risultati degli quarti

Tot AND RIT
Nuremberg 3–7 Benfica 3–1 0–6
Dukla Prague 2–4 Tottenham Hotspur 1–0 1–4
Juventus 1–1* Real Madrid 0–1 1–0
Standard Liège 4–3 Rangers 4–1 0–2
* nello spareggio il Real Madrid battè la juve per 3 a 1

LE SEMIFINALI
Rimanevano ancora 4 squadre in corsa per la coppa: oltre al Tottenham erano rimaste il Real Madrid, il Benfica e lo Standard Liegi. Il sorteggio non fu per nulla benevolo con gli spurs che vennero accoppiati con il grande Benfica di Eusebio. I portoghesi erano i campioni europei in carica, gli unici in grado di spezzare l'egemonia del Real MAdrid che aveva vinto tutte e cinque le edizioni precedenti della Coppa Campioni. Arrivati in semifinale quest'anno avrebbero poi raggiunto nelo stesso decennio per altre 3 volte la finale, nel 63, nel 65 e nel 68 senza mai però vincerla. Gli anni 60 sono universalmente riconosciuti come l'età dell'oro del Benfica. La squadra vantava tra i suoi giocatori leggende come Eusebio, il più grande attaccante del calcio portoghese che con i suoi gol fu determinante per la gloria europea del club e che trascinò al terzo posto il Portogallo nella Coppa del Mondo del 1966; Costa Pereira, il più famoso e acclamato portiere portoghese; Jose Aguas attaccante con una media gol di quasi uno a partita, che trascinò il Benfica alla vittoria della Coppa del 61; Mario Coluna, centrocampista di grande estro e tecnica, soprannominato il 'mostro sacro'.

Andata
BENFICA – TOTTENHAM = 3 – 1
-Smith, Coluna, Augusto

Spurs: Brown, Baker, Henry, Marchi, Norman, Mackay, Greaves, White, Smith, Blanchflower, Jones

L'andata si giocò a Lisbona. Prima della partita il leggendario allenatore dei portoghesi dichiarò che la gara col Tottenham sarebbe stata una delle più difficili nella storia del suo club: "Ho visto gli spurs battere il Dukla credo sinceramente che siano migliori di noi. Dovremmo vincere con tre gol di scarto per stare tranquilli al ritorno. Il problema è come sarà ottenre questi tre gol’.
La squadra inglese costrui la sua reputazione con un stile di gioco veloce ed offensivo ma nella campagna europea nelle gare in trasferta cambiò regolarmente il suo abituale 3-4-3 con una formazione più difensiva che prevedeva un quarto difensore. Nonostante i risultati non incoraggianti ottenuti nelle gare precedenti il manager Bill Nicholson applicò lo schema anche nella semifinale. Purtroppo ancora una volta la tattica si dimostrò perdente. Infatti nei primi minuti della gara il Benfica andò in vantaggio con Aguas grazie anche ad un pessima fase difensiva inglese. Gli spurs ebbero la chance di pareggiare presto con Greaves ma l'arbitro annullò la rete per fuorigioco. Al ventesimo minuto Augusto portò i padroni di casa sul 2 a 0. Appena iniziò il secondo tempo Smith su cross di Blanchflower accorcio lo svantaggio per il Tottenham: 2 -1. Ma un altro gol di Augusto su calcio d'angolo battuto da Simoes rimise il benfica avanti di due lunghezze. A nove minuti dalla fine Greaves crossò al centro per Smith che battè Pereia ma: l'arbitro punto il dito verso il centrocampo per convalidare il gol ma qaundo vide la bandiera del guardalinee alzata a indicare il fuorigioco annullò anche questa rete.

Nella foto di sinistra il 2 a 0 del Benfica firmato da Augusto. Nella foto di destra il gol di Smith

Ritorno
TOTTENHAM - BENFICA = 2 - 1
Smith R. Blanchflower (rig)

White Hart Lane 64,448 Spettatori
Spurs: Brown, Baker, Henry, Blanchflower, Norman, Mackay, Medwin, White, Smith, Greaves, Jones.

Il ritorno fissato per il 5 aprile 1962 imponeva cosi al Tottenham una impresa molto ardua: rimontare due gol al grande Benfica. E l'impresa si fece subito ancora più ardua quando al 15' Jose Arguas portò in vantaggio la squadra lusitana al White Hart Lane. Da li il Tottenham produsse quello che un noto giornalista dell'epoca, Ian Wooldridge, definì 'la più eccitante ora di calcio che abbia mai visto'. Prima gli spurs colpirono la traversa e poi Greaves sembrò aver trovato il gol dell'1 a 1 ma l'arbitro danese Aage Poulsen che in un primo momento semrava aver convalidato il gol venne trascinanto dai giocatori portoghesi verso il guardalinne che aveva alzato la bandierina per un momento per poi abbassarlo un attimo dopo: per la terza volta nella doppia sfida il Tottenham ebbe un gol annullato.
A sette minuti dall'intervallo arriva finalmente il pareggio: Smith su un passaggio di John White tirò di destro battendo Pereira.
Nel secondo tempo passarano solo quatto minuti e White venne atterrato in area da Cruz: Blanchflower spiazzò il portiere portoghese per il 2 a 1. Mancava solo un gol agli spurs per arrivare ai supplementati. Il difensore del Benfica Germano toccò la palla con la mano nella propria aerea o almeno questo urlò a gran voce la folla dei tifosi al White Hart Lane. Niente rigore.Nei minuti finali la partita si fa ancora più incandescente: prima Greaves andò per due volte vicino al gol poi Jones sparò alto una buona palla ed infine un tiro Mackay andò ad infrangrsi sulla traversa. Il Benfica usci salvo ed arrivò in finale dove sconfisse per 5 a 3 il Real Madrid in una delle più memorabili finali della Coppa Campioni.

Scrivendo sul Daily Mail Wooldridge descrisse la partita come 'il più grande assedio che gli Spurs ebbero mai realizzato'
Ed oggi suonano beffardamente le parole dell'allenatore del Benfica Guttmann: "E' stata la gara più difficile della mia vita. Pensavo che gli spurs sarebbero riusciti ad andare ai supplementati. Il Tottenham sarà in grado di vincere la Coppa Campioni molto presto'. Le classiche ultime parole famose!


i risultati della semifinale


Tot AND RIT
Benfica 4–3 Tottenham Hotspur 3–1 1-2
Real Madrid 6–0 Standard Liège 4–0 2–0

Il Benfica si aggiudicherà la Coppa vincendo per 5 a 3 sul Real Madrid con le reti di Eusebio(2), Aguas, Cavem e Coluna; per il real segnò una tripletta Puskas.

Articolo a cura di Gugliemo Frediani giornalista sportivo e collaboratore esterno